Nella fotografia il gioco di luci ed ombre sul soggetto e sulla scena sono elementi fondamentali per la riuscita di uno scatto.
La direzione da dove proviene la luce, in relazione anche alla posa del soggetto e al punto di ripresa, determina non solo la maggiore o minore percezione della tridimensionalità del soggetto fotografato ma anche la caratterizzazione generale della foto: si parla di illuminazione descrittiva qualora la parte in luce sia prevalente mentre qualora a prevalere sia la parte in ombra, si parla di illuminazione evocativa che, lasciando allo spettatore maggiore libertà di interpretazione, può fare risultare più misteriosa e intrigante l'immagine (vedi anche questo post su tale argomento).
Oltre a questo, l'eventuale caduta di luce, ovvero la diminuizione dell'intensità dell'illuminazione sul soggetto/scena che fa presumere una maggiore o minore prossimità della fonte luminosa, la tonalità della luce nel caso di foto a colori, la sua morbidezza e il contrasto tra luci e ombre, sono tutti elementi che complessivamente caratterizzano l'immagine.
Naturalmente anche la disposizione degli elementi inquadrati in relazione uno all'altro, e la differenziazione dei piani più o meno accentuata anche dalla lunghezza focale dell'obbiettivo usato (più la focale dell'ottica è corta, maggiore è la sensazione di profondità mentre più la focale è lunga e maggiormente risultano schiacciati i piani) e dalla posizione del punto di ripresa, hanno un impatto visivo.
Anche i settaggi della fotocamera sono importanti: per cogliere o meno l'idea di movimento si usano tempi brevissimi per congelare la scena e tempi di esposizione lunghi per creare scie rivelatorie di velocità/azioni/movimenti; per fare in modo che alcuni elementi risaltino e altri invece catturino meno l'attenzione, si impostano anche diaframmi più o meno aperti per determinare, anche in base alla lunghezza focale dell'ottica usata, con quale profondità di campo cogliere la scena (più il diaframma dell'obbiettivo è aperto, minore è la profondità di campo e viceversa più il diaframma dell'ottica è chiuso e maggiore risulta essere lo spazio davanti e dietro al punto di effettiva messa a fuoco nel quale non si notano i circoli di confusione che caratterizzano gli elementi fuori fuoco); per variare o rimanere fedeli alle tonalità della luci che illuminano il soggetto/scena si lavora, nei mezzi dicigiali, sul bilanciamento del bianco della fotocamera; per aumentare o meno la luminosità catturata dalla fotocamera si lavora con la combinazione tempi-diaframma-sensibilità, ecc., ecc., ecc.
Quelli appena descitti sono solo alcuni degli elementi che il fotografo deve conoscere e saper padroneggiare con naturalezza: oltre ad essi deve avere inventiva, stile, capacità di previsualizzare mentalmente lo scatto e, in alcuni casi, saperlo descrivere e presentare in maniera convincente ad altre persone (non solo all'eventuale soggetto fotografato, ma anche a potenziali committenti, collaboratori, ecc.) prima di realizzarlo e trovare o creare l'ambientazione giusta o attendere il momento propizio per ottenere l'immagine che si era prefissata.
Per fare questo, nel caso di fotografie di persone, un aspetto da non trascurare è che il fotografo deve sapere interagire efficacemente con i soggetti ripresi affinché non solo l'abbigliamento e la posa, ma anche la posizione, l'atteggiamento e l'espressione siano in sintonia con quanto cercato.
Per ottenere tale capacità come fotografi, bisogna lavorare prima di tutto su se stessi e sperimentare tanto sul campo: quanto fatto fino adesso ci porta a affermare che, per quanto possa essere articolata, ricca, costosa, ricercata ed evoluta l'attrezzatura usata (fotocamere, ottiche, luci, accessori, ecc.) o bello e fotogenico il soggetto ripreso, la cosa che fa veramente la differenza è il fotografo, la sua esperienza, la sua visione, il suo stile e la sua capacità di impiegare al meglio gli elementi a disposizione.
Chiudiamo questo post (la vastità degli argomenti qui solo accennati richiederebbe molto più spazio) con un alcuni scatti fatti in esterni da Nicola ad Alessia.
Qui Nicola ha voluto usare solamente la luce naturale e giocare con le ombre lasciando volutamente celato lo sguardo di Alessia e, nelle ultime immagini, rappresentando Alessia anche senza fotograrla direttamente.





















