Al giorno d'oggi la diffusa disponibilità di vari dispositivi digitali per la registrazione di immagini, sia foto statiche che video, e la possibilità di modificarle o generarle ex-novo con l'intelligenza artificiale (oltreché di condividerle in tempo reale), sembra avere soppiantato i tradizionali canali di produzione e messo in crisi diversi operatori del settore.
È però da tenere presente che l'arte fotografica non si basa tanto sul mezzo di registrazione, la risoluzione in pixels delle foto o la velocità di visione degli scatti, quanto sulla qualità artistica delle immagini create e sulla loro unicità.
Elemento fondamentale della fotografia d'autore, che fa la differenza rispetto alla maggior parte delle immagini che vengono create ogni giorno, è non solo la conoscenza e l'appropriato utilizzo da parte del fotografo delle tecniche di illuminazione e di composizione, ma soprattutto la capacità di rappresentare con gli scatti realizzati un proprio concetto, una visione, un'idea secondo uno stile personale.
Alcuni fotografi rigettano completamente anche le moderne tecnologie fotografiche e preferiscono ancora utilizzare vecchi sistemi analogici di produzione delle immagini, per creare con ogni scatto una immagine fisica a volte unica come nel caso delle foto Polaroid, su un supporto fruibile anche tattilmente.
Per molti può sembrare un vezzo artistico o una astrusa particolarità, ma avere la fotografia come oggetto concreto ne cambia l'importanza, l'impatto e a volte anche il valore anche per il lavoro artigianale che, in alcuni casi, c'è dietro a quella particolare immagine.
Una volta la stampa delle fotografie era prassi comune, ma oggi, con i mezzi digitali che permeano la nostra società, tale prassi si è ridotta notevolmente e, come si diceva prima, le foto stampate hanno un loro valore anche intrinseco, in modo particolare se il procedimento di realizzazione rende l'oggetto stampato inusuale, raro o unico.
Chiudiamo questo post con una immagine particolare, una stampa su lastra di vetro: qui il soggetto fotografato è Nicola che, in una visita fatta a Kranji in Slovenia ha voluto visitare il gabinetto di Janez Puhar, uno dei pionieri della fotografia che nel 1842 ha inventato un suo procedimento per fare delle fotografie su vetro.
Per l'occasione visti gli abiti e le macchine fotografiche vintage presenti nel piccolo museo dedicato a Puhar, Nicola ha deciso di posare come un fotografo d'altri tempi.
L'immagine è stata catturata, con una esposizione durata 3 secondi, su una lastra di vetro fotosensibile inserita in una camera oscura, antenata della macchina fotografica.
Tale lastra è stata sviluppata e poi utilizzata per realizzare il seguente positivo su vetro consegnato dall'autore dello scatto a Nicola dopo circa un'ora.

























