Dalla fotografia alla magia: l'AI al servizio del fotografo
Con la diffusione di software di intelligenza artificiale e piattaforme per la generazione di immagini, oggi chiunque può creare un'immagine semplicemente scrivendo una frase.
La fotografia è quindi superata?
Certamente no.
La fotografia parte da qualcosa che esiste: un soggetto, un ambiente, una condizione di luce, un momento. La relazione fisica tra questi elementi è parte integrante dell'immagine risultante.
L'immagine generata con l'AI parte invece da un'idea tradotta in istruzioni: un prompt, eventualmente accompagnato da immagini di riferimento. Non è quindi il risultato della registrazione di un evento fisico, ma della sintesi di informazioni visive elaborate dal modello.
Non per questo l'AI deve essere vista negativamente. Al contrario, offre potenzialità utili a concretizzare la visione artistica del fotografo.
Fotografia potenziata, non sostituita
Luogo vero, modella vera, vestito vero, spada di scena vera, posa vera e fotografia vera.
Poi, ma solo dopo, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale come un pennello digitale.
Non per creare da zero il soggetto e la scena, ma per sviluppare, potenziare e concretizzare l'idea iniziale.
La base resta fotografica: la pelle, la trama del tessuto, i capelli, la luce sul soggetto. Partendo da questa base, l'AI permette di integrare la scena con gli elementi e l'ambientazione necessari.
Quando si interviene sull'immagine con elementi generati dall'AI, è corretto che lo spettatore venga informato: ecco perché su queste foto compare la scritta AI Enhanced.
Chi guarda deve sapere che la magia è stata aggiunta, che la fotografia è stata modificata rispetto alla realtà, anche se la base di partenza è costituita da persone ed elementi reali.
La modella è Alessia. L'abito è un dirndl da sposa acquistato a Bad Ischl, così come il fermacapelli. La spada è un vero elemento di scena. L'ambientazione è tra le rovine di un castello del Friuli.
A questi elementi reali sono stati aggiunti in post produzione il lago, l'atmosfera e la magia.
È questo che distingue un ritratto fantasy costruito fotograficamente da un'immagine generata interamente dall'AI.
The Keeper of Avalon
Un esempio concreto di questo approccio sono le nuove immagini della serie The Keeper of Avalon.Iniziata un anno fa, alcune fotografie della serie pensata da Nicola hanno ottenuto dei riconoscimenti in alcuni concorsi fotografici.
Recentemente Nicola ha voluto ampliare la serie originale con nuovi scatti in esterna, cercando un'ambientazione più fantasy rispetto a quella che la location disponibile poteva offrire.
Gli scatti reali sono stati realizzati pensando fin dall'inizio all'ambientazione generale e a pose specifiche.
In post produzione, l'idea di base è stata quindi integrata con l'AI.
Il risultato è una fotografia elaborata e ampliata attraverso strumenti generativi, che hanno permesso di concretizzare l'idea originale partendo dalle immagini realizzate in location.
Come fotografi non siamo contro l'AI generativa. È uno strumento potentissimo per il concept, per il moodboard, per sognare e per ampliare la realtà.
Non vediamo l'AI come un sostituto del fotografo, ma come uno strumento al suo servizio: qualcosa che può permettergli di andare oltre ciò che la macchina fotografica, da sola, avrebbe potuto registrare.
E se stai pensando a un tuo ritratto fantasy, contattaci: partiamo prima da un luogo, una posa, un'ambientazione e un'idea reale.
Alla magia ci pensiamo dopo.


