martedì 21 giugno 2016

Still life 3



   Continua la serie di immagini still life realizzate da Giovanni Battista: la fotografia presente in questo post è stata effettuata con una E-PL1 Olympus i dati di scatto sono 1/200 di secondo a ISO 250.

    È da notare come in questo caso, in un contesto dove l'inquadratura presenta diversi elementi simili come colore e illuminazione, è determinante il sapiente utilizzo della profondità di campo: in questa immagine l'attenzione dello spettatore è attratta verso gli oggetti a fuoco (la nocciola e le foglie sul lato sinistro dell'immagine) che risaltano rispetto allo sfocato fogliame sottostante.

    È da ricordare che in fotografia la profondità di campo rappresenta la zona in cui gli oggetti nell'immagine, nonostante il piano a fuoco sia uno soltanto, appaiono ancora nitidi e sufficientemente focalizzati e dipende da vari fattori, tra i quali l'apertura del diaframma, la distanza di messa a fuoco, la lunghezza focale dell'obiettivo e il diametro del circolo di confusione.

   Aumentare l'apertura del diaframma, aumentare la focale e/o avvicinare gli oggetti da mettere a fuoco, fa diminuire la profondità di campo e aumentare la dimensione dei circoli di confusione di tutti i punti dell'immagine. I vari punti immagine allontanati dal piano di fuoco tenderanno ad allargarsi sfocando sempre di più e l'effetto creato sarà maggiormente visibile sui punti luce.

  Negli exif dell'immagine soprastante purtroppo non è riportata l'apertura del diaframma e nemmeno la lunghezza focale dell'obbiettivo che credo in questo caso sia stato un obbiettivo manuale innestato sulla fotocamera tramite anello addattatore.